BOLOGNA, 2 dicembre - Fiducia a tempo. E’ quella che daranno i giocatori del Bologna alla società, o a chi ne fa le veci. L’indicazione stradale nella rotonda in cui sta girando (a vuoto) da un paio di settimane il Bologna dice: messa in mora, e c’è la freccia. Ogni limite ha una pazienza, filosofeggiava Totò che in effetti - pensandoci - saprebbe come trasformare in farsa questa storiaccia che si sta consumando ai danni del club rossoblù. La squadra intanto si è isolata, cercando rifugio nelle poche certezze che le sono rimaste. E proprio per questo, da parte dei tifosi, viene ritenuta, e a ragione, la parte più sana di quel che resta del Bologna. Ma quanto potrà durare tutto ciò? Per quanto ancora i giocatori sapranno tenere fede al « patto d’onore » di cui aveva parlato Malesani nei giorni scorsi riferendosi alla volontà di chiudersi a riccio per restare impermeabili al disastro che si sta manifestando fuori dallo spogliatoio? E gliene si può fare una colpa, in questo Bologna che non è in grado di dare nessun punto di riferimento, il giorno in cui decideranno di rompere il ghiaccio e far partire le prime raccomandate per la messa in mora?
PENALIZZAZIONE - Oggi arriverà, a meno di slittamenti, l’ufficialità del punto di penalizzazione previsto per il mancato pagamento dell’Irpef. Gli altri due verranno tolti a febbraio, anche se si teme che la penalizzazione possa addirittura essere accorpata fin da subito. Nella migliore delle ipotesi, comunque, la classifica (per ora) cambierà così: il Bologna scalerà da 14 a 13 punti, le squadre sotto restano sempre quattro (Brescia, Cesena, Lecce e Bari) e c’è sempre una partita da recuperare, quella rinviata domenica scorsa col Chievo: si giocherà l’8 dicembre al Dall’Ara alle 15.
FIDUCIA COL TIMER - La maggioranza dei giocatori è per la linea morbida: siamo fiduciosi, non facciamo precipitare gli eventi. Ma convincere tutti non è semplice. Soprattutto: non così a lungo, e senza alcuna certezza del futuro. Così la squadra ha deciso di dare una fiducia a tempo alla società. Una settimana di tempo. Poi, con ogni probabilità e soprattutto in assenza di rassicurazioni, verranno poste le basi per la messa in mora.
(corrieredellosport)