ROMA, 8 maggio - Tra un mese esatto Marcello Lippi e i suoi 23 prescelti partiranno da Milano per raggiungere il Sudafrica. Eppure la nazionale lascerà a casa il suo ct, quello in pectore naturalmente: Cesare Prandelli, se 'l'operazione futuro' andrà in porto, dando vita alla prima coabitazione tecnica, per quanto differita, della storia azzurra. Senza preoccuparsi dell'effetto che farà questa novità (a occhio poco in linea con gli umori nostrani), Giancarlo Abete, certo da tempo dell'addio dell'attuale allenatore campione del mondo, si è infatti impegnato ufficialmente a chiarire il futuro della panchina azzurra entro l'8 giugno. E a quella data il presidente federale conta di aver sciolto definitivamente il nodo che riguarda il diciottesimo ct unico italiano. Primo obiettivo in tal senso: Prandelli, appunto, che dopo l’investitura di Buffon ieri ha incassato il gradimento di Cannavaro, pur destinato a lasciare la nazionale dopo il mondiale. Sono giorni importanti questi, per le faccende federali, che corrono su un doppio binario. Da un lato un epilogo, quello del 28 maggio, quando a Ginevra l'Esecutivo Uefa assegnerà l'organizzazione di Euro 2016 (in corsa Italia, Francia e Turchia); dall'altro la questione 'nazionale'.
L'agenda del presidente della Figc in questo senso prevede uno snodo chiave: il 17 maggio (il giorno dopo la fine del campionato e il giorno prima della comunicazione della lista ' allargata' dei 23 azzurri più quattro riserve per il Sudafrica), Abete chiederà ufficialmente ai Della Valle la possibilità di aprire una trattativa con l'attuale tecnico viola. Una procedura dovuta, vista l'esistenza di un contratto tra l'allenatore di Orzinuovi e la Fiorentina, con scadenza 2011. E' questa l'attesa prima mossa che dovrebbe sbloccare una situazione, quella fiorentina, che in questo momento sembra ancorata a certezze ribadite. Sarà quello il momento in cui si capirà se il legame tra Firenze, i Della Valle, Corvino e Prandelli è davvero ancora solido e non un comprensibile gioco delle parti in attesa di essere chiarito dalla richiesta federale.
Ovviamente, dopo il primo passo, nel caso Abete ottenga il nulla osta viola, si aprirà la trattativa con Prandelli. Per parte sua, in questi mesi, l'allenatore della Fiorentina, all'inizio del suo possibile coinvolgimento azzurro, aveva parlato di nazionale sempre in modo rispettoso ma tiepido. C'era stato poi il Grande Freddo con Diego Della Valle, scosso da voci di contatti diretti del suo Cesare con la Juve, con la squadra improvvisamente piantata come un motore grippato e un grande senso di incertezza, nonostante l'attuale calma apparente. E' questo lo scenario fiorentino che si vede da via Allegri. Abete aveva scelto di aspettare l'evolversi di alcune situazioni (quella di Ancelotti, di Ranieri e di Prandelli, appunto). E la prima pista importante praticabile in questo momenti è quella verso il tecnico viola (con il collega giallorosso lontanissima alternativa). A Prandelli la Federazione potrebbe arrivare ad offrire anche un accordo quadriennale, per compensarne la perdita economica, seppur contenuta (contratto di un milione e mezzo a stagione, rispetto all'1,8 attualmente percepito). Inoltre Cesare sarebbe al centro del progetto di riorganizzazione e potenziamento del ruolo della nazionale ormai pronto.
(corrieredellosport)