Mihajlovic parla alla squadra dopo il ko di Lecce

SINISA MIHAJLOVIC la voce l’aveva alzata subito, domenica sera, poco dopo lo scivolone con il Lecce. Parole dure (ma da papà arrabbiato con i figli, come le ha poi definite Corvino), parole che il tecnico serbo ha utilizzato anche ieri mattina quando ha radunato la squadra nello spogliatoio per analizzare il ko in Puglia.
Allenatore e giocatori hanno riletto la partita, mettendo a fuoco ciò che non è andato nella direzione giusta. E allora ecco i riferimenti alla carenza di grinta e di carattere, alla mancanza di cattiveria, alla necessità di trovare il coraggio giusto per fare male all’avversario.

FIN QUI le critiche dure e spietate che Mihajlovic ha messo sul piatto dei giocatori, poi il dopo-Lecce si è soffermato su quello che probabilmente è il vero problema della Fiorentina: l’assenza di giocatori importanti nei punti chiave degli schemi di Miha.
Pesano, eccome, gli stop a giocatori come Jovetic e Mutu. Ma anche la squalifica di Vargas ha inciso, probabilmente, in modo decisivo sull’assetto della formazione anti-Lecce. Quindi il ritardo di condizione di due big come Montolivo e Gilardino, accanto a un Ljajic ancora a mezzo servizio (per i postumi di un infortunio) e un Cerci che pur facendo miracoli, non può ancora essersi inserito alla perfezione dei meccanismi viola.
E’ in questo elenco di defezioni che Mihajlovic ha inquadrato le ragioni della sconfitta di Lecce. Defezioni che hanno costretto a sistemare ottimi elementi in posizioni diverse da quelle abituali.

IL CASO più evidente riguarda D’Agostino chiamato ormai a tempo pieno (o quasi) a ricoprire il vuoto lasciato dalla doppia assenza di Jovetic e Mutu. L’impegno, la grinta e la voglia di fare bene non mancano all’ex dell’Udinese , ma la posizione, la sua posizione naturale, in campo è un’altra e questo è un andicap che costringerà la Fiorentina ad affontare in emergenza anche gli impegni del prossimo mese e mezzo.

COSÌ LA rabbia di Mihajlovic e la minaccia di quelle «pedate nel sedere» si è presto trasformata in un’analisi tattica che sarà alla base anche delle prossime scelte. E’ evidente che il campanello d’allarme scattato a causa del rendimento insufficiente di D’Agostino potrebbe convincere Miha a ’forzare’ le tappe del recupero definitivo di Ljajic che, nel giro di qualche giorno dovrebbe essere di nuovo in condizione di rimanere in campo nel gruppo dei titolari e andarsi così a prendere la posizione di Jovetic, Mutu e oggi di D’Agostino.
Passata la tempesta e fatto il punto della situazione (con lo stile paterno ma durissimo di Miha), nello spogliatoio della Fiorentina si pensa già al domani. A battere la Lazio, a cercare la strada per la prima vittoria stagionale. Senza dimenticare la rabbia per quegli errori arbitrali sui quali la Fiorentina non vuole tornare in forma ufficiale, ma che ha comunque deciso di denunciare in modo fermo.

Riccardo Galli - La Nazione
 

 


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