"Prandelli in Nazionale, ma lo aspettiamo ancora"

Il vicepresidente Cognigni ufficializza il divorzio dal tecnico di Orzinuovi, in attesa dell'annuncio della Federcalcio: "Non potevamo negare l'ok, per un altro club non lo avremmo mai liberato. Auguro a Cesare di vincere un Mondiale e poi tornare da noi. La Cittadella sarà una realtà e allora potrà coronare i suoi sogni di vincere qui"

FIRENZE - L'annuncio ufficiale della Federcalcio non c'è ancora, però è praticamente certo che Cesare Prandelli dopo i Mondiali guiderà la Nazionale azzurra. A sancire il divorzio dalla Fiorentina del tecnico di Orzinuovi, che in queste ore sta rientrando dal Canada dopo le due amichevoli disputate oltre Oceano, è intanto Mario Cognigni, vicepresidente ma presidente facente funzioni del club viola. Una notizia presa tutt'altro che bene in riva all'Arno, dove i tifosi sono delusi e hanno fatto sentire la loro voce schierandosi contro la società, anche con un paio di striscioni polemici nei confronti dei Della Valle appesi nei giorni scorsi allo stadio Franchi.

LA TELEFONATA A DELLA VALLE - "Noi non abbiamo segreti - spiega Cognigni in un'intervista al 'Corriere Fiorentino e ripresa dal sito internet della Fiorentina -, venerdì scorso c'era stata una riunione in sede presenti Andrea Della Valle, Prandelli, Corvino, Pin e io. Abbiamo delineato i programmi della prossima stagione, il modulo, gli obiettivi di mercato, acquisti e cessioni. Si è organizzata l'attività del ritiro estivo. Il nostro futuro lo vedevamo con Prandelli. Poi mercoledì Abete ha chiamato Andrea Della Valle... Una cosa è leggere le cose sui giornali, un'altra quando accadono. La società non aveva avuto contatti precedenti. E neanche Prandelli. Quando è arrivata la telefonata, con forte difficoltà e imbarazzo, abbiamo dato il nostro ok. Non sarebbe stato giusto non darlo".

NON ERA GIUSTO NON DARE IL VIA LIBERA - Quindi il dirigente toscano illustra le due ragioni per cui è stato dato il via libera all'operazione, anche se l'allenatore aveva ancora un anno di contratto con la Fiorentina. "La prima è una forma di rispetto verso la Figc che è il nostro massimo organismo. Non si può tanto facilmente dire di no e mettersi contro la Federazione  -  afferma Cognigni -. La seconda ragione è la gratitudine verso Cesare. Allenare l'Italia è il sogno di tutti. Non si può privare un tecnico della scelta se accettare o meno una proposta così prestigiosa. Diventerà uno dei primi cinque allenatori più conosciuti al mondo".

DIFFICOLTA' A TROVARE IL SUCCESSORE -
Cognigni esclude inoltre che Prandelli possa essersi sentito scaricato dalla società e dice di averlo visto "confuso, ma contento per la proposta ricevuta". "Volevamo tenere Prandelli, non lo avremmo mai liberato per un altro club  -  ribadisce il vicepresidente  -  ma la Figc non è una società concorrente. Siamo stati costretti a fare un passo indietro. E le difficoltà che sta trovando Corvino per recepire il tecnico giusto dimostrano la buona fede. Prandelli ci mancherà molto, mi mancheranno i volti che incontravo ogni giorno, quello di Cesare e di tutto il suo staff. Prepareremo un comunicato per salutarlo nel migliore dei modi".

LO ASPETTIAMO DI NUOVO, PER VINCERE QUI - Quindi un auspicio in prospettiva futura. "Lo aspettiamo al Franchi, un posto in tribuna d'onore sarà sempre libero per lui. Gli ho detto che da ct dovrà convocare tanti viola... Ma io non voglio dire addio a Cesare, solo arrivederci. Gli auguro di vincere un Mondiale e poi tornare qui da noi, tra quattro anni. La Cittadella molto probabilmente sarà una realtà  -  conclude Cognigni  -  e allora i suoi sogni di vincere qui potrà finalmente coronarli. Lo aspettiamo".(da repubblica)


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