"Mario, ora buttiamo avanti il pallone"
Balotelli si pente e sulla telenovela con Mourinho scende la parola fine: dopo l'incontro a quattr'occhi alla Pinetina il giocatore si è scusato sul sito ufficiale della società nerazzurra. L'attaccante potrebbe rientrare sabato con il Bologna
MILANO - "Dai Mario, adesso buttiamo il pallone avanti", dice Josè alla fine del colloquio di dieci minuti, nel suo ufficio, ieri mattina ad Appiano. Mario sorride: è di nuovo un giocatore della rosa dell'Inter. Le scuse e la pace, si direbbe. Lo sostengono in molti, e quasi diventa il titolo della giornata. Ma è una sintesi grossolana che non rende giustizia alla verità. Tra Mario Balotelli e Josè Mourinho (alla presenza di Oriali) c'è stato al massimo un chiarimento, e di sicuro una tregua. Per il bene di tutti: dell'Inter, che ritrova il miglior attaccante giovane del campionato alla vigilia di Inter-Bologna, in cui non ci saranno tra gli altri Sneijder ed Eto'o; di Balotelli, che non gioca da quattro settimane e non ne può più. Al chiarimento si è arrivati dopo giorni di mediazione da parte di Marco Branca, che da Moratti ha avuto l'incarico di chiudere una vicenda che stava diventando grottesca. Branca ha parlato a lungo e fino a notte fonda un po' con tutti, soprattutto col manager di Balotelli, Raiola, e alla fine si è arrivati alla conclusione della storia.
Ma di scuse vere e proprie, la cenere sul capo e gli occhi bassi per il pentimento, non si può parlare. Balotelli non si è scusato per i fattacci del 14 marzo (la lite con Mou e il suo staff, in cui lui sostiene di avere ragione), ma al massimo ha ammesso che qualche suo atteggiamento negli ultimi tempi è stato eccessivo, riferendosi soprattutto a certe comparsate televisive, e a quelle battute sul Milan. Anzi, il colloquio con Mourinho ha rischiato nuovamente di sfociare in un diverbio, perché i due hanno iniziato a rimproverarsi questo e quello, tutte cose accadute nei mesi scorsi e che non sono state cancellate. Ma ora, per il bene di tutti, bisogna andare avanti. A maggio si vedrà: magari uno dei due lascerà l'Inter (il tecnico, più del giocatore) e il problema non si porrà più. Del resto, quando Balotelli e Mourinho stavano parlando, le diplomazie si erano già messe d'accordo: la notte precedente Branca, Raiola e l'avvocato Vittorio Rigo avevano lavorato a un comunicato, faticoso lavoro di limatura e di aggiunte e di cancellature, perché il club pretendeva scuse ufficiali e complete, mentre dall'entourage del giocatore si resisteva. Perché la linea è rimasta sempre la stessa: Mario non ha nulla di cui scusarsi.
Così è stato partorito un comunicato che è tutto un equilibrismo, e in cui, a leggere bene, Balotelli non si scusa mica con Mourinho: "Mi scuso per la situazione che si è creata negli ultimi tempi. Sono il primo a soffrirne perché adoro il calcio e vorrei giocare e ora aspetto in silenzio per poter tornare ad essere utile alla mia squadra. Vorrei non dover più pensare al passato, ma guardare invece al futuro per concentrarmi sui prossimi impegni e farmi trovare pronto". Si scusa dunque vagamente "per la situazione che si è creata" e nient'altro. Mourinho, che aveva capito l'aria che tirava ma al tempo stesso aveva un bisogno disperato di Balotelli in squadra, mercoledì sera aveva escogitato la soluzione: "Balotelli non deve scusarsi con me, ma con il club", così passando la patata bollente ai dirigenti, perché sapeva che Moratti era infuriato con Mario soprattutto per quelle frasi sul Milan, e per quella maglietta indossata a "Striscia la notizia". Così si è arrivati in fretta alla soluzione del caso. Per il bene dell'Inter, una volta tanto.
Ma intanto Mourinho, a Inter Channel, conferma i suoi malumori sull'andamento del campionato e rilancia le accuse: "Non è una lotta a tre: è una lotta di una squadra contro tante altre cose. Ormai in panchina non sono a mio agio, non mi sento un uomo libero: sono felice all'Inter ma non nel calcio italiano".
(da repubblica)