Mourinho: «Lotta a tre? No, Inter contro altre cose»

L'allenatore risponde alle domande dei tifosi nerazzurri in chat e torna a parlare di campionato: «Non mi sento un uomo libero, per questo si può dire che non sono un uomo felice nel calcio italiano. Non voglio che mio figlio capisca che intorno al calcio ci sono altre cose, perché se lui a dieci anni capisce questo, sicuramente non sarà più innamorato di questo sport»

MILANO, 1 aprile - Mourinho non parlerà con la stampa nemmeno alla vigilia della sfida col Bologna però si concede ai microfoni di Inter Channel in una chat con i tifosi nerazzurri, e mette subito un po' di pepe sulla volata finale in campionato. «Io non voglio parlare di campionato - dice l'allenatore nerazzurro - però non è una lotta a tre, non è una lotta a tre: è una lotta di una squadra contro tante altre cose».

SQUALIFICA - Una tifosa gli chiede come ha spiegato ai suoi figli la squalifica di tre giornate in campionato. «Non spiego, non spiego niente. Mia figlia è lontanissima dal mondo del calcio, mentre mio figlio ne è innamorato, ma io lo voglio solo innamorato di quello che è il vero calcio, non voglio che capisca che intorno al calcio ci sono altre cose, perché se lui a dieci anni capisce questo, sicuramente non sarà più innamorato del calcio».

FELICITA'-Una tifosa gli fa notare che sembra sempre poco felice. «A Stamford Bridge ero l'uomo più felice del mondo, si è visto, e se non si è visto ancora di più è perché io ho voluto nascondere un pochino questa emozione, però ero l'uomo più felice del mondo, nello stesso modo in cui ieri ero soddisfatto e orgoglioso del rendimento della mia squadra. Dopo, è vero, che qualche volta in panchina non sembro un uomo a proprio agio, non mi sento un uomo libero, non mi sento un uomo che può lavorare d'accordo con la sua filosofia, con il suo modo emozionale di stare, e per questa ragione si può dire che in questo momento non sono un uomo felice nel calcio italiano. Felice nell'Inter, ma non nel calcio italiano».

EUROPA - Una squadra che sembra più sicura in Europa? «L'obiettivo prossimo è quello di arrivare in semifinale, e se arriviamo in semifinale, ovviamente poi l'obiettivo sarà quello di andare in finale. Però, anche se non riusciamo a farlo, l'Inter ha già vinto qualcosa di importante in questa stagione: il fatto che a livello europeo non è più quella squadra che non si comportava come doveva perché aveva quasi paura di giocare. Ora è una squadra che gioca, che vince in casa e fuori casa, anche con una delle candidate più importanti alla Champions come il Chelsea, una squadra che ha giocato già partite di grande pressione e stress. Per l'Inter il futuro in Champions sarà completamente diverso rispetto a quello che è stato finora, negli ultimi cinque anni, merito di un gruppo che ha saputo vivere con questa pressione quasi ossessiva della stampa, dei tifosi, di tutti quelli intorno a dire che l'Inter non sarebbe riuscita, che non aveva la giusta dimensione, con i giocatori a pensare al passato difficile in Champions. Ora invece la squadra sta facendo davvero una Champions molto bella e noi adesso vogliamo giocare la semifinale».

ORGOGLIO INTER - Un tifoso lo ringrazia per aver baciato lo stemma dell'Inter: «Non posso dire di nutrire più orgoglio nell'allenare l'Inter rispetto a quello nutrito nell'allenare il Porto o il Chelsea, però ho un grande orgoglio di allenare l'Inter, di lavorare per una società che mi piace, con una cultura che mi piace, con i tifosi che hanno vissuto anni difficili e che solamente dopo hanno saputo per quale ragione hanno vissuto questi anni di grande difficoltà. È un orgoglio per me lavorare nell'Inter, sarò sempre molto felice un giorno di poter dire che sono stato l'allenatore dell'Inter».

CSKA - Cosa si aspetta dal Cska nella sfida di ritorno? «Non mi aspetto un Cska pazzo, non mi aspetto un Cska a pensare che dal primo minuto può dominare la partita, fare la partita, spingere e dominare perfettamente. Mi aspetto un pochettino di più, perché sanno che perdono 1-0 in questo momento. Mi aspetto una squadra equilibrata, mi sembra un allenatore giovane il loro, ma equilibrato, non emotivo, non emozionale, non uno che vuole far fare alla sua squadra cose che non può fare. Mi piace il suo modo di preparare la squadra, mi sembra un ragazzo equilibrato».

BILANCIO - Un bilancio della stagione? «Fino ad ora possiamo dire che è una stagione assolutamente fantastica, siamo primi in campionato, ai quarti di finale di Champions e siamo in semifinale di Coppa Italia, però manca un mese e mezzo di competizione, dove si può vincere tutto, dove si può vincere qualcosa, dove si può non vincere assolutamente niente».

FINALE -
Sarà un finale molto emozionante, con l'Inter ancora in lotta su tre fronti. «La squadra sta bene, però ovviamente ci sono tante partite, siamo l'unica squadra che gioca in tre competizioni, tutte le altre ne giocano una, tranne Roma, Udinese e Fiorentina che ne giocano due. Però la Champions è molto esigente, perché a livello mentale e fisico non è facile giocare Champions e campionato insieme. La storia infatti non è piena di squadre che hanno vinto tutto. Il Barcellona l'ha fatto l'anno scorso, il Porto nel 2004, il Manchester nel '99, ma non sono tante le squadre che ci riescono, è molto difficile essere al top in tutte le competizioni».

SNEIJDER - L'arma in più di questa Inter è Sneijder. Mourinho vorrebbe fosse più tutelato. Gli avversari lo prendono di mira? «Tanto, tanto, tanto. Tutti piangono, tutti gli allenatori piangono per i loro giocatori più importanti, sir Alex Ferguson che chiede protezione per Rooney, il Real Madrid che chiede protezione per Ronaldo, il Barcellona che chiede protezione per Messi, noi dobbiamo piangere un po' e chiedere protezione per questo ragazzo perché ci sono 10-12-14-15 punizioni per partita, momenti in cui si attacca il ginocchio, si attacca la caviglia, si attacca tutto, ed è troppo. Però il ragazzo è di una cultura diversa, non è uno cui piace il teatro, non è uno cui piace piangere, è uno che vuol giocare, non cerca il cartellino per l'avversario».
(dal corrieredellosport)


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