TORINO - Aveva chiesto ai suoi un grande finale Alberto Zaccheroni, per ottenere il massimo negli ultimi 180 minuti. Invece la Juventus incassa l'ennesimo ko di una stagione davvero da dimenticare, cedendo 3-2 al Parma nell'ultima gara casalinga di questo campionato e dicendo così addio al 6° posto finale, matematicamente del Napoli: i bianconeri chiudono il campionato in settima posizione, guadagnando l'Europa League solo perché Roma e Inter (finaliste di Coppa Italia) sono già in Champions, ma dovranno iniziare dai preliminari, che iniziano già il 29 luglio.
INTEMPERANZE SUGLI SPALTI: STOP DI 6' - Tanta e comprensibile, dunque, la delusione dei tifosi per l'ennesimo tonfo, per fortuna al termine non sfociata in atti clamorosi dentro lo stadio dopo che nel primo tempo il gioco era stato interrotto per 6 minuti per le intemperanze degli ultrà delle opposte fazioni (in particolare lancio di petardi e altri oggetti). I cori all'indirizzo della dirigenza e della squadra sono comunque un'istantanea eloquente dell'amarezza del popolo bianconero, suffragata dai numeri: sono 53 infatti i gol sin qui subiti dalla Juve, una sorta di record negativo (solo tre volte nella sua storia la Vecchia Signora ha fatto peggio). E domenica c'è il match a San Siro con il Milan, per altro già certo della terza poltrona. Tutto ciò mentre i ducali festeggiano il loro secondo colpo a Torino in 24 precedenti ufficiali (4-2 nella serie A 1998/99 l'altro), primo in assoluto invece per il tecnico Francesco Guidolin. Un successo comunque meritato per i gialloblù, che hanno saputo reagire allo svantaggio iniziale, dimostrando condizione atletica e organizzazione, mettendo a nudo le lacune dei padroni di casa, specie in fase difensiva.
DEL PIERO A SEGNO, POI DOPPIO LANZAFAME - E dire che le cose si erano messe bene per la Juve, avanti alla prima vera chance, dopo un quarto d'ora: sponda di Iaquinta e destro preciso di Alex Del Piero, sua 13/a segnatura al Parma, da oggi la formazione più battuta insieme con il Siena dal capitano bianconero, giunto al centro numero 304 da professionista. Bastano pochi minuti agli emiliani però per pareggiare, con una conclusione di Lanzafame, deviata da Chiellini a beffare Buffon. Con la retroguardia in ambasce il portierone della Nazionale (invocato a gran voce dai tifosi, viste le voci di una prossima cessione) non può nulla poi ancora sul tiro dello stesso Lanzafame, che firma la doppietta personale senza esultare essendo cresciuto proprio nelle giovanili bianconere.
BIABIANY CHIUDE I GIOCHI - Nella ripresa gli uomini di Zaccheroni, con Candreva al posto dell'evanescente Diego, tentano il forcing, senza però costringere agli straordinari Mirante, impegnato severamente solo da una botta dal limite di Melo. E negli spazi concessi dai locali il Parma è micidiale, con Biabiany a piazzare il colpo del ko (6° centro personale). La rete di Iaquinta in pieno recupero serve infatti solo a fissare il punteggio di una gara per molti aspetti specchio della sciagurata stagione juventina.
ZACCHERONI: PROVA NON ALL'ALTEZZA - E' amareggiato Alberto Zaccheroni e non lo nasconde quando si presenta a commentare davanti a telecamere e taccuini quanto accaduto all'Olimpico. "Abbiamo assistito a due film negativi, uno sul campo di calcio e uno sugli spalti, forse anche peggiore - sottolinea il tecnico bianconero -. C'è poco da dire, la nostra prestazione non è stata all'altezza. Eravamo partiti abbastanza bene, poi dopo l'interruzione del gioco siamo mancati, come se si fosse spenta la luce, mentre il Parma, rinfrancato dal pari originato da una nostra sfortunata deviazione, faceva la sua parte. Nella ripresa c'è stata maggiore determinazione nella squadra, ma non quella che occorreva per inseguire un traguardo importante. Per me era davvero un obiettivo importante finire bene questo campionato, evidentemente non tutti nello spogliatoio la pensavano allo stesso modo". Nelle parole dell'allenatore di Cesenatico, il cui contratto scade il 30 giugno, si legge tanta delusione. "In effetti è la prima volta in 27 anni che non riesco a raddrizzare una situazione, questo è forse il mio maggior rimpianto, anche se siamo stati penalizzati da tante situazioni. Ho rilevato una squadra che tra coppe e campionato aveva perso 9 partite su 12. Ora la squadra sta meglio, ma quando hai una classifica che non ti gratifica può arrivare un calo di concentrazione. Oggi ci giocavamo il preliminare o l'accesso diretto all'Europa League. La squadra non era nata con questi obiettivi. Difficile conservare determinazione e cattiveria. Però mi rode, perché il potenziale non è quello della classifica attuale. Consigli ai dirigenti per il futuro? Il mio accordo è sino al termine del campionato conclude Zac - ma se mi chiederanno un parere glielo darò".
GUIDOLIN: UN'ALTRA PERLA IN QUESTA STAGIONE - Francesco Guidolin si gode la sua prima affermazione in carriera sul campo della Juve. "Già, è la mia prima vittoria a Torino nonostante sia l'allenatore con più presenze in A - spiega il tecnico del Parma -, è davvero una bella soddisfazione per me. Dunque grazie ai ragazzi, eccellenti anche oggi: abbiamo messo un'altra perla nella nostra stagione positiva, ci manca un punto in classifica a quota 50, non è davvero poco per una neo promossa. Segreti? Siamo stati sempre bene insieme, sia con i giocatori che con la società, quando c'è coesione e disponibilità i risultati vengono". L'allenatore di Conegliano non si sbilancia però sul futuro: "Io lontano da Parma? Dobbiamo ancora ragionare su alcune cose attorno a un tavolo, con serenità ne discuteremo. Prima pensiamo a chiudere bene il campionato, poi prenderemo una decisione".
(da repubblica)