ROMA, 7 novembre -  Ballardini tiene duro. E resta sul filo. Lotito lo difende: l’esonero significherebbe il fallimento del suo progetto. L’arbitraggio scandaloso del fischietto tedesco Kircher e la reazione della Lazio nel secondo tempo con il Villarreal gli hanno fatto vedere la sconfitta di Europa League sotto un’altra luce, restituendogli fiducia. Soltanto nel caso di un tracollo, domani pomeriggio all’Olimpico con il Milan, Lotito potrebbe cominciare a pensare all’ipotesi di un nuovo allenatore. Mihajlovic in prima fila, anche se il Catania lo ha già contattato. C’è Mario Beretta. E spuntano altre candidature: Gianni De Biasi (ex Brescia e Torino) oppure Zdenek Zeman per un suggestivo ritorno al passato.

CONFRONTO - In caso di una nuova pesante sconfitta, i tempi e la serie negativa dei risultati (la Lazio non vince dal 30 agosto) potrebbero portare alla svolta. Ma Lotito sfugge ad ogni consuetudine calcistica, gli piace portare sino in fondo una propria scelta, difendere Ballardini e resistere significherebbe restare coerente alla linea assunta alle prime difficoltà. Ne usciranno insieme. C’è la stessa convinzione di prima. Si sono confrontati anche dopo la partita con il Villarreal. Un’ora di macchina dal Madrigal all’aeroporto di Valencia. I colloqui sono frequenti, soprattutto dopo le partite. È stato così anche questa volta e sul tavolo non poteva esserci la sconfitta con gli spagnoli, maturata per effetto di episodi clamorosi. Si è parlato di tutto. E ora la società aspetterà un segnale sul campo, s’attende una reazione dei giocatori contro il Milan. Un fatto d’orgoglio e di dignità.

NERVOSISMO - Tante volte la Lazio s’è rialzata. E così sperano Lotito e il diesse Tare. Un auspicio condiviso con Ballardini. Ma il tecnico di Ravenna è nervoso e ha cominciato ad usare i toni forti nello spogliatoio. C’è tensione, c’è frustrazione dentro la Lazio, che non riesce ad uscire dalla crisi. La fotografia nei primi tre minuti del Madrigal equivale alla sintesi del momento: dal pos­sibile gol di Rocchi allo 0-1 per una dormita della difesa e l’espulsione di Baronio, decisa con eccessiva severità dall’arbitro Kirchel. Una notte da incubo. Ma il tecnico di Ravenna, contestato dai tifosi e forse criticato troppo, perché è stata la società a farlo ritrovare in queste condizioni, soffre la pressione. Ha cominciato ad alzare la voce nello spogliatoio. Lo aveva fatto ben prima del ko con il Villarreal. Parole pesanti nell’intervallo della partita con il Bari, tra il primo e il secondo tempo con il Cagliari, ma anche di ritorno da Siena, quando sul pullman che rientrava a Roma ha rimproverato Zarate. Non fa sconti a nessuno Ballardini. È diretto con i giocatori, non le manda a dire, spesso i suoi giudizi sono trancianti. E parla davanti a tutti, applicando la stessa linea con ogni giocatore, dal primo all’ultimo della rosa.

(Dal corrieredellosport)


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