ROMA, 12 giugno - Il fiore all’occhiello della campagna acquisti biancoceleste sarà Martinez. La Lazio è in pole per aggiudicarselo: il giocatore ha dato l’assenso al trasferimento. Il nodo da sciogliere riguarda la modalità: il club romano vorrebbe attuare la formula della comproprietà per 6- 7 milioni, inserendo anche qualche elemento della sua folta rosa ( Diakité?). Il Catania ha invece intenzione di vendere l’intero cartellino ( valutato 14 milioni), anche perché, particolare da non sottovalutare, il 30% dell’importo della cessione dell’uruguaiano finirà nelle tasche dei procuratori Delgado e Casal. Operazione che comunque ha buon margine per andare in porto.
ALTRE OPERAZIONI - Tanti nomi, quasi esclusivamente sudamericani, solito problema di sfoltire la rosa extra large ( 39 elementi, più sei giovani provenienti dalla Primavera che sono stati contrattualizzati), il casoLedesma da risolvere ed un’unica certezza: che sia 3- 5- 2 o 3- 4- 3 la nuova Lazio di Reja volerà sulle fasce. E’ quanto si riesce ad intuire dal pirotecnico mercato di Lotito che come accade ogni stagione intavola diverse trattative, per poi decidere solo in extremis quali giocatori tesserare. Tuttavia mai come quest’anno la Lazio si trova alle prese con il problema extracomunitari. La normativa in merito è chiara: ogni stagione un club può tesserare al massimo due extracomunitari provenienti da federazione estera a patto che ce ne siano altrettanti della sua rosa che lasciano quella italiana. La Lazio, per ora, ha 5 giocatori extra Ue: Dias, Matuzalem, Makinwa,
I PARTENTI - Carrizo e Kolarov. I primi due rientrano nel progettotecnico di Reja mentre gli altri per motivi diversi hanno le valigie pronte. Kolarov perché ha oramai la testa altrove: il Real Madrid lo vuole ma Lotito non scende dalla valutazione di 25 milioni. Carrizo, invece, è appetito da diversi club: lui vorrebbe tornare al River Plate ma la Lazio preferisce che rimanga in Europa. Lo Sporting Lisbona e il Benfica ci stanno facendo più di un pensiero. Makinwa, invece, ha ricevuto un’offerta dal Wisla Cracovia che il suo manager, Fabbri, ha però definito « di una modestia imbarazzante » . Solo grazie alla loro partenza la Lazio potrebbe ovviare a queste problematiche di tesseramento. Questione, quindi, da non sottovalutare visto che già in passato ha creato più di qualche problema ritardando alcuni arrivi ( vedi Carrizo) o addirittura annullando acquisti pressoché conclusi. E’ il caso di Fernandez del River Plate nel 2008, che nonostante avesse raggiunto un accordo con la Lazio, come da lui stesso ammesso qualche mese fa, dovette alla fine rimanere in Argentina.
(tuttosport)