Quasi duecento le panchine in azzurro per il tecnico. Portò la squadra dalla C alla A in 3 anni. E fu amore
ROMA, 2 aprile - Si è seduto su un vulcano e ha iniziato la sua nuova vita. L’eterno Edy si è scoperto giovane a Napoli, da splendido 60enne: «Avverto una carica giovanile eccezionale» diceva e ripeteva. Quella carica la trasmetteva ai suoi uomini. «Napoli mi ringiovanisce» . Tornò indietro nel tempo affrontando il futuro. «Oh sì, arrivare in serie A con questa squadra sarebbe troppo bello. Un’emozione unica, assoluta. Io ci provo» . Lui ci ha provato e ci è riuscito.
Lui, Edy Reja, a Napoli è diventato re. Ha portato a termine le missioni impossibili. Pensò di lasciare tre volte, non l’ha mai fatto. Accadde in C1 e in B, i consigli della moglie Livia lo convinsero a restare, a rilanciare ogni volta la grande sfida. Reja a Napoli ha vinto, all’inizio non ci credeva neppure lui: «Noi in A in tre anni? Chi lo dice? Mettetegli la camicia di forza » scherzava sorridendo. Non l’ha fermato nessuno. Ha conquistato la doppia promozione serie B e serie A, è arrivato in Intertoto. Si è fatto apprezzare come allenatore, come sergente buono, sedendo in panchina quasi 200 volte. E’ entrato nella storia azzurra e ha lasciato un gran ricordo come uomo.
(corrieredellosport)