MILANO, 26 marzo - I dubbi di Leonardo. Non solo legati alla strettissima attualità (l’emergenza è totale fra squalificati, diffidati e infortunati) ma, soprattutto, al suo futuro. Questo che sta per concludersi potrebbe essere il primo e ultimo campionato come allenatore del Milan. Le tentazioni brasiliane (alla guida della Seleçao per il dopo-Dunga o con il ruolo di super-manager organizzatore dei Mondiali del 2014) diventano sempre più forti in relazione alla debolezza di un progetto, quello milanista, che non concede concretezza e garanzie nonostante questa stagione si stia rivelando più positiva del previsto. Il secondo anno di contratto del biennale firmato, con parecchie perplessità, da Leo nel giugno 2009 potrebbe essere disatteso con una scelta consensuale se l’attuale tecnico rossonero non fosse sicuro di poter contare su una squadra veramente competitiva in vista della stagione 2010-2011. Dovendo fare, fra l’altro, i conti con le «picconate» spesso ingenerose dello stesso Berlusconi.
DEFICIT - Un’eventualità per niente remota, anzi. Le casse di via Turati, infatti, non promettono nulla di buono per il mercato estivo 2010. Si teme che anche quest’anno il bilancio presenterà un passivo importante e, quindi, la politica minimalista adottata dal presidente Berlusconi imporrà spese ridotte e investimenti molto mirati. I primi segnali si sono già avuti in maniera piuttosto evidente: i rinnovi dei contratti di Abate e Antonini (due prodotti del vivaio rossonero che, insieme, guadagnano la metà di quello che percepisce la maggior parte dei « senatori » milanisti) ai quali vanno aggiunti gli ingaggi di Yepes (parametro zero) e Astori (un altro baby rossonero di belle speranze) hanno tracciato un solco ben preciso
(da corrieredellosport)