PARMA - "E' stata una scelta molto importante. Arrivo in una società che in passato ha vinto in Europa, per me è un passo in avanti". Sono le prime parole di Pasquale Marino, da ieri ufficialmente nuovo allenatore del Parma. Nella presentazione tenutasi allo stadio Tardini, l'ex tecnico dell'Udinese si è detto "contento di arrivare adesso". Già tre anni fa, infatti, come ha rivelato anche il presidente del Parma Tommaso Ghirardi, Marino è stato vicinissimo alla panchina gialloblù. "Ma forse quella volta non sarei stato pronto: in tre anni a Udine, invece, ho imparato tanto e sono cresciuto anch'io". La città friulana è stata citata molte volte durante la conferenza di ieri, sia per lo scambio di panchine con Guidolin sia per i possibili scenari di mercato e per il lavoro svolto in bianconero dallo stesso Marino assieme a Leonardi.
DI NATALE "OBIETTIVO DIFFICILE" - "Se c'è un giocatore dell'Udinese che vorrei? Farei un torto agli altri facendo solo un nome, perchè tutti i ragazzi hanno dimostrato grandi qualità tecniche e umane. In tre anni abbiamo valorizzato tanti giovani giocatori centrando sempre gli obiettivi che ci eravamo fissati e, anzi, ogni tanto andando anche in là". Alcuni di quei ragazzi infatti in questo momento fanno parte dei 23 di Lippi per il Mondiale e a loro ha voluto rivolgere un accorato augurio anche Pietro Leonardi. Tra questi c'è Totò Di Natale, già l'anno passato vicino al passaggio al Parma, ma il tecnico lo definisce "un obiettivo difficile", anche per la volontà dell'Udinese di non cederlo. "E' un campione - ha detto Marino - e ho avuto il privilegio di allenarlo nel suo periodo migliore, perchè la maggior parte dei gol li ha fatti negli ultimi tre campionati".
UNA SCELTA RAZIONALE - All'arrivo di Marino a Parma sono legate anche attese di vedere un gioco spumeggiante e offensivo: "E' sempre il solito discorso della coperta corta, se ci si butta in avanti ci si scopre dietro. Di sicuro a me piace di più pareggiare una partita per 3-3 che non per 0-0. Nessun allenatore, comunque, deve rimanere fossilizzato su un unico sistema di gioco. Da quello che ci offrirà il mercato cercheremo poi di adattare il nostro. Per ottenere i risultati, che sono la cosa che conta, bisogna avere una fisionomia, non si può improvvisare. Cercherò allora di darne una alla squadra, sperando di fare meno danni possibili. Poter lavorare con tranquillità e con una società organizzata è comunque importante. Dal punto di vista professionale venire a Parma è stata una scelta razionale". (da repubblica)