La Roma blinda De Rossi La Sensi: «Non lo vendo»

La società stoppa sul nascere le speranze del Real Madrid: «Basta con queste storie: Daniene è nostro e non partirà»

ROMA, 27 maggio - «Basta con questa storia di De Rossi, sono stu­fa»: ha risposto proprio così, ieri, il presidente della Ro­ma, dottoressa Rosella Sen­si, quando l’ufficio stampa del club gial­lorosso le ha chiesto, su sollecitazio­ne di diversi giornalisti, una risposta alle parole pronunciate da Daniele De Rossi nel ritiro della Na­zionale che si sta preparan­do al Sestriere per difende­re il suo titolo mondiale. Di­re che era infastidita, è usa­re un eufemismo. Era lette­ralmente scocciata, la dotto­ressa Sensi, per questa nuova puntata sul futuro del biondo centrocampista di Ostia. E ha aggiunto: «Quel­lo che avevo da dire su De Rossi, l’ho ribadito per l’en­nesima volta sabato scorso, Daniele è un giocatore della Roma, punto». Punto, quin­di, verrebbe da dire. Del re­sto il presidente giallorosso sul futuro di De Rossi ha sempre detto le stesse cose, garantendo l’incedibilità di quello che considera non soltanto un patrimonio tec­nico per la squadra, ma an­che quel senso di idenfitica­zione, di via romana e roma­nista, d’appartenenza che, come dice una nota pubbli­cità di una carta di credito, non ha prezzo. Eppure le parole di ieri del centrocampista, hanno suscitato un clamore senza precedenti. Da molti sono state viste come un’apertu­ra a una possibile cessione. Molti, però, hanno forse la memoria corta perché sono almeno da tre anni che, in tempo di mercato estivo, escono voci di offerte farao­niche alla Roma e a De Ros­si e, sempre, il giocatore aveva rispo­sto, più o me­no, con le pa­role usate ie­ri, «io sto be­ne alla Ro­ma, solo se la società mi di­cesse di aver accettato un’offerta che non si poteva rifiutare, potrei andare via». In più, stavolta, ha fatto il nome di un club, quello del Real Madrid che, per usare le parole di De Rossi, non è il Pizzighettone, con tutto il rispetto. E’ una differenza che ha scatenato il finimon­do, ma che a Trigoria ha la­sciato le cose come stavano, cioè De Rossi «è incedibile».(corrieredellosport)


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