ROMA - La Roma di Claudio Ranieri fa sognare i propri tifosi. A sei giornate dalle fine la squadra giallorossa è lì, ad un solo punto dall'Inter capolista e con un calendario che sulla carta sembra regalare qualcosa in più di una semplice speranza. Il prossimo turno ad esempio: nerazzurri a Firenze, giallorossi in casa con l'Atalanta. Ranieri non parla di scudetto (''L'Inter resta favorita'' ha ribadito il tecnico dopo la vittoria di Bari, 22esimo risultato utile consecutivo in campionato), i giocatori vogliono crederci fino in fondo.
Francesco Totti è uno di questi. In un'intervista a Canal Pkus Spagna, realizzata tre settimane fa quando i giallorossi non erano così vicini all'Inter, il capitano giallorosso ripercorre le tappe della sua carriera toccando i due punti più alti, la vittoria dello scudetto nel 2001 e il mondiale conquistato quattro anni fa con la maglia del'Italia in Germania.
LO SCUDETTO - "Vincere lo scudetto è stato il momento più bello della mia carriera - ricorda Totti - Era il mio sogno da bambino, la gente è scesa per strada ed era tutta fuori di testa. Perché a Roma tutto si sublima, e uno scudetto vinto qui ne vale 10 nelle altre città italiane". L'altra grande soddisfazione è stata la Coppa del Mondo, "che sollevai col pensiero di mio figlio, 7 mesi, per la prima volta allo stadio a vedermi". E proprio riguardo alla maglia azzurra, lasciata dopo il successo di Berlino, Totti lascia aperta la porta ad un ritorno per i mondiali in Sudafrica: "Un ritorno? Non lo so, perché non ne ho ancora parlato con Lippi; e poi devo vedere le mie condizioni fisiche, se se il gruppo lo accetta.... Ci sono molti poi...".
(da repubblica)