ROMA - Claudio il tenero, Claudio il duro. Il derby vinto dalla Roma, che consente ai giallorossi di scavalcare di nuovo l'Inter in vetta, è destinato ad essere ricordato come quello di Ranieri. Forse concede qualcosa al sentimento quando schiera il tridente pesante: Vucinic non si discute, il peso di Toni serve troppo, e lui non se la sente di lasciare fuori un 'romano de Roma' come lui, Francesco Totti. Poi la squadra gioca un primo tempo sconcertante, ed allora ecco Claudio il duro. Restano fuori Totti e De Rossi, un altro che la stracittadina la sente troppo: dentro Menez e Taddei, e la squadra si trasforma capovolgendo una situazione estremamente complicata. Capitolo Lazio: primo tempo perfetto, ripresa comunque non male, nell'esito della quale pesa come un macigno un rigore sbagliato da Floccari che probabilmente avrebbe chiuso la partita.
PRIMO TEMPO, SOLO LAZIO - Indubbiamente, il tridente pesante di Ranieri, con richiesta di sacrificio a turno per uno dei tre, non paga. Reja replica sapiente con una mediana folta, forte di esterni come Lichtsteiner e Kolarov e tandem Floccari-Rocchi di punta. Il primo tempo è di totale dominio della Lazio. Il gol viene da un lancio di Ledesma, controllato male dalla difesa della Roma, sul quale Rocchi conferma la sua tradizione da derby infilando con freddezza Julio Sergio.
LA ROMA NON VA... - A parte l'episodio però, la Roma è spiazzata in due situazioni chiave. Primo, l'inferiorità in mediana: si opta per il lancio lungo, ma sono tutti palloni puntualmente preda dei difensori laziali. Secondo, quello del tridente che retrocede maggiormente è Totti, il cui passo però non è più quello del trequartista; inoltre Vucinic lascia campo libero alle avanzate costanti di Lichtsteiner.
... RANIERI CORREGGE - Ad inizio ripresa, Ranieri presenta le novità descritte, equilibrando la squadra e di fatto evitando di concedere la mediana alla Lazio. Neanche il tempo però di assestarsi, che Cassetti stende Kolarov: rigore, va Floccari, Julio Sergio, come fece nella gara d'andata, si produce nella parata del match. La ruota gira: lo stesso Kolarov rende il favore ai cugini, ma dagli 11 metri Vucinic non sbaglia.
IL SIGILLO DI VUCINIC - La Lazio c'è (vedere contropiede uno contro quattro di Rocchi), ma gli spettri della rimonta romanista aleggiano. Menez dà profondità al gioco e conquista una punizione dai 19 metri: Vucinic 'buca' la barriera e fulmina Muslera al centro della porta. Da allora in poi è corrida da derby. Reja se la gioca con il tridente: Zarate, inserito a destra, qualche pericolo lo crea. La maggiore chance è per Rocchi, la cui acrobazia sotto misura manca di poco il bersaglio. Ranieri replica successivamente, mettendo Brighi per Vucinic e portando a casa forse i tre punti più pesanti del campionato. Finale torrido: Ledesma in doccia anticipata per proteste, mezza rissa in mezzo al campo al fischio finale.