L'addio di Di Carlo è arrivato Cavasin

E' ufficiale l'esonero del tecnico e il nome del nuovo allenatore.  Da domani squadra in ritiro a Roma in vista della trasferta di Cataniadi MARCO LIGNANA (repubblica)


GENOVA - E' ufficialmente finita la corsa di Mimmo Di Carlo, il nuovo allenatore della Sampdoria è Alberto Cavasin, che ha firmato un contratto di quattro mesi. Ieri Di Carlo contro il Cesena ha calpestato il prato fra la panchina e il tunnel degli spogliatoi in lacrime, mentre tutto lo stadio intonava il coro "te ne devi andar" e scriveva "ora vattene". Lui, in effetti, se ne è andato. O meglio, è stato mandato via da una dirigenza che ha sperato fino all'ultimo di tenerlo con sé. Niente dimissioni, quindi. A giugno si potrà parlare di una risoluzione consensuale del contratto, visto che il tecnico di Cassino lo scorso maggio aveva firmato un biennale.

Il traghettatore chiamato a svegliare una squadra in stato di shock è Alberto Cavasin, che sarà presentato ufficialmente nel tardo pomeriggio. Cinquantacinque anni, l'ultima esperienza al Bellinzona, in Svizzera, finita con l'esonero ad aprile. L'allenatore veneto ha incontrato il presidente Garrone e il direttore sportivo Tosi questa mattina, per firmare un accordo di quattro mesi. Domani la squadra volerà alla Borghesiana di Roma per un lungo ritiro, in vista della delicatissima trasferta di domenica a Catania. Garrone ha spiegato che non c'erano alternative: "Di Carlo è una brava persona ma non potevamo fare diversamente perché i risultati non arrivavano", e poi ha ribadito che era impossibile trattenere Pazzini: "Nessun presidente, a meno che non sia un folle, tiene un giocatore che fa di tutto per andare via".

Cinque giorni "per restare uniti, vicini e concentrati verso la salvezza", come ha spiegato Tosi. Il gruppo è distrutto, la paura di crollare tanta. Come ogni annata nera che si rispetti, la dea bendata ci vede benissimo. La frattura alla quarta costola sinistra di Angelo Palombo (ha passato la notte sotto osservazione) è un'altra botta pesantissima, che potrebbe privare la Samp del suo capitano per settimane. Lui che ieri ha fatto la spola fra il Ferraris e la clinica, e ci ha messo di nuovo la faccia: "Ancora una volta mi dispiace dover chiedere scusa alla gente, non avrei voluto essere in questa situazione, ma non c'è niente da dire. I fischi sono legittimi. Di qui alla fine voglio vedere una squadra, dal primo all'ultimo giocatore, in grado di meritare questa maglia e questi colori".

Non solo fischi, però. Il pullman dei blucerchiati ci ha messo più di tre ore per uscire dalla pancia di Marassi: circa trecento tifosi (poi diminuiti col passare delle ore) hanno aspettato la squadra per contestare. Il bersaglio era quasi soltanto Mimmo Di Carlo, tant'è che i supporter hanno applaudito il solito Palombo, spuntato per tranquillizzare gli animi. Comunque sia, la polizia ha ritenuto necessarie due cariche di alleggerimento per disperdere la folla e far passare il pullmann. Così, della terribile giornata di ieri restano le amare parole di Doriano Tosi: "Non ci aspettavamo una sconfitta così devastante, neanche il peggior pessimista poteva aspettarselo". È successo, invece. E ora che il baratro è vicino, si trema.


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