FRONTEGGIARE SITUAZIONI DI EMERGENZA E TRAUMA

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

Sono particolarmente utili per il trattamento del trauma:

-    Il Defusing;

-    Il Debriefing;

-    L'E.M.D.R. (Eye Movement Desensitizzation and Reprocessing).

 

DEFUSING: si tratta di un intervento breve (20-40 minuti) che viene organizzato per le persone (6-8) che hanno vissuto una circostanza particolarmente disturbante/traumatica. Essendo una tecnica di gestione dello stress da evento critico viene utilizzata a “caldo” e cioè subito dopo l’evento.

Si fa parlare il gruppo dell'esperienza traumatica vissuta, lo scopo è di diminuire la tensione e lo stress traumatico attraverso la condivisione verbale dell'esperienza, ridurre il senso di isolamento, attraverso l’appartenenza al gruppo che ha subito il trauma, aiutare il gruppo a ritornare alla normalità fornendo soluzioni a breve termine.

Il defusing è strutturato in tre fasi:

fase introduttiva: si spiega il motivo dell’incontro e si concordano delle regole di base relativamente al rispetto reciproco, alla riservatezza, ecc..;

fase esplorativa: viene chiesto ad ogni membro di parlare dell’esperienza e di condividere le reazioni e le emozioni vissute;

fase informativa: la fase tende a normalizzare le reazioni ed i vissuti, rassicurare in ordine alle angosce causate dall’evento ed agli “sfoghi” più intensi che alcuni hanno manifestato, valorizzare gli atteggiamenti positivi manifestati durante l’evento.

DEBRIEFING o CISD - Critical Incident Stress Debriefing

E’ un intervento più sistematico e strutturato per aiutare i superstiti e i soccorritori a dare un senso alle loro esperienze e prevenire lo sviluppo di problemi.

Lo scopo è comprendere e gestire emozioni intense, identificare strategie di fronteggiamento efficaci e ricevere sostegno.

Il debriefing è da considerare una tecnica di pronto soccorso emotivo “a freddo” (24-76 ore dopo l’evento), dura circa 2-3 ore, può coinvolgere fino a 15-20 persone offre alle vittime di un trauma la possibilità di esternare e confrontare con altri i pensieri, i ricordi e le emozioni più disturbanti, in modo tale da comprenderli e normalizzarli, ridurne l’impatto emotivo e contenerne le reazioni, combattere le convinzioni erronee e favorire il recupero della funzionalità delle persone e del gruppo, è un incontro strutturato in sette fasi:

1) Fase dell’Introduzione: breve introduzione al metodo di lavoro che viene utilizzato

2) Fase dei Fatti: i partecipanti vengono invitati a descrivere i fatti e il ruolo avuto nell’evento e ogni membro del gruppo espone il proprio diverso punto di vista

3) Fase dei Pensieri: il soggetto viene sollecitato ad esprimere i pensieri “negativi” fatti durante l’evento, ed in particolare quello dominante. Questa fase rappresenta il momento di passaggio dall’ambito cognitivo (fase dei fatti) all’ambito emotivo (fase della reazione).

4) Fase della Reazione: far verbalizzare le emozioni, le reazioni emotive avute durante l’evento e gli aspetti emotivi con cui è stato più difficile convivere dopo l’evento. Questa è la fase più carica di contenuti emotivi.

5) Fase dei Sintomi: descrizione dei sintomi fisici avvertiti durante l’evento traumatico, immediatamente dopo ed al momento attuale.

6) Fase della Formazione: consigli utili alla gestione dello stress emozionale e tecniche di distensione psicofisica, utili a ridurre l’ansia e l’eccitamento

7) Fase del Reinserimento e della Conclusione: si dà spazio ad eventuali domande, si forniscono informazioni, si danno ulteriori indicazioni su come combattere stress, tensione e traumi, per aiutare le persone a reinserirsi, si prendono accordi per successivi incontri, si conclude congedandosi.

L'E.M.D.R. (Eye Movement Desensitizzation and Reprocessing)

La focalizzazione dell’EMDR è sul ricordo dell’esperienza o esperienze traumatiche che hanno contribuito a sviluppare la patologia o il disagio che presenta il paziente. Si tratta di una metodologia che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione ritmica destro- sinistra per trattare disturbi legati ad esperienze passate o a disagi presenti dei soggetti.

La desensibilizzazione e il cambiamento di prospettiva in ambito cognitivo osservabili durante una seduta di EMDR riflettono l’elaborazione del ricordo dell’esperienza traumatica e quindi si osserva che il paziente per la prima volta “vede” il ricordo lontano, distante, modifica le valutazioni cognitive su di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione ed eliminando le sensazioni fisiche disturbanti. Al termine di una seduta completa di EMDR il paziente è in grado di pensare all’evento traumatico senza alcun disagio emotivo, facendo una valutazione positiva su di sé come persona e senza alcun disturbo a livello corporeo. In genere viene percepito come qualsiasi altro ricordo di situazioni che sono state altamente stressanti o traumatiche che appartengono alla sua storia e che sono state elaborate nel tempo.

Sul tema del Disturbo Post Traumatico da Stress (PTDS), l’EMDR e la terapia cognitivo cooomportamentale focalizzata sul trauma continuano ad essere le più indicate come terapie di elezione.

Ecco come descrive l’EMDR Isabel Fernandez, Presidente EMDR Italia e Vice Presidente EMDR Europe: “il Terapueta che lavora con l’EMDR è abituato ad essere preente con i vari passaggi che fa il paziente, seguendo il processo con interesse genuino e incondizionato. Questo atteggiamento apparentemente semplice è molto complesso perché implica la capacità di andare in profondità con il paziente, non temendo di toccare i lati più oscuri del trauma. Allo stesso tempo non diamo risposte o soluzioni ma siamo ottimisti sul fatto che lui possa andare verso la risoluzione. Infatti, come terapeuti EMDR diciamo sempre che ci possiamo lasciar guidare dalla saggezza del sistema di elaborazione del paziente, Questo è un aspetto che facilita il fatto che il paziente possa trovare la sua strada per uscire dai punti di sofferenza e andare verso un punto di forza. In questo senso è sempre molto interessante vedere confermato il principio di come si debba tornare indietro per poter andare in avanti…”. (1)

 

(1)   EMDR Italia, Rivista di Psicoterapia EMDR, Anno XIII, Marzo 2014, pag. 3.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

380-4337230 - 21163@tiscali.it

http://www.psicologiadellosport.net/eventi.htm

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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