Colpo di scena: il campione del mondo torna sul tetto del mondo. E' di Lorenzo infatti il Gp del Mugello, una gara partita come da copione (con Stoner che va in fuga) ma che alla fine ha riservato clamorose sorprese.
Il plurale è d'obbligo perché qui non c'è stata solo la clamorosa rimonta di Lorenzo, ma anche la gara di Dovizoso, alle spalle dello spagnolo della Yamaha (anzi per qualche giro anche davanti) per tutta la corsa, che poi è riuscito a beffare - all'ultimo giro! - il povero Stoner che così da primo si è trovato d'incanto terzo. Poco male (insomma) per lui: alla fine rimane comunque in testa al mondiale con 152 punti, seguito a 19 lunghezze da Lorenzo e a 33 da Dovizioso.
Ma come è stato possibile per Stoner perdere una gara così? A svelare l'arcano è lo stesso Casey: "Col collo - ha spiegato appena sceso dalla moto - non ho avuto problemi e devo dire che anche la moto andava bene. Forse ho sbagliato la pressione dei pneumatici. Sono un po' frustrato - ammette l'australiano della Honda - già stamattina la pressione delle gomme era elevata ma in gara ha fatto più caldo e così, dopo 6-7 giri, ho cominciato a perdere un po' di grip, ho avuto difficoltà a portare la moto e la cosa migliore da fare era essere costante, non potevo spingere di più".
Per il resto questa è stata la gara della riflessione per Simoncelli che è partito con calma, e poi ha guidato con calma. Alla fine tutta questa calma si è tradotta
in un misero quinto posto, alle spalle di Spies. "Misero" perché con la sua velocità in prova SuperSic sembrava potesse puntare davvero alla vittoria. E viene da chiedersi come sia possibile per questo pilota non avere vie di mezzo. O tutto o niente.
E Rossi? Un sesto posto onorevole, un po' perché è partito dodicesimo, un po' perché l'altra Ducati (quella di Hayden) è finita decima, un po' perché è stato il primo degli inseguitori. Detto questo fa davvero "strano" vedere uno come lui lottare per tutta la gara con piloti del calibro di Barberà e Bautista: segno inequivocabile che c'è davvero qualcosa che non va. E che i suoi tifosi - che continuano a idolatrarlo come se vincesse tutte le domeniche - hanno un cuore grande così.