federica pellegriniBERLINO - I pugni sul cuore. Ha dieci tatuaggi, ma questo è il più forte, è il marchio che ogni volta che scende in vasca brucia la pelle. Federica Pellegrini, l'Ultima Diva come l'ha chiamata l'Equipe magazine nel suo numero dedicato agli Europei di nuoto di Berlino. "Mi ha fatto piacere, la foto di me in costume mi ha fatto venire la pelle d'oca, è un'immagine sportiva, nessuna concessione alla moda, al glamour, solo la mia forza. E poi certo, anche il titolo è bello. Se sono la Derniere Diva? So che amo lo sport e l'acqua". Al sesto campionato nel Vecchio continente, quello che prepara il gran finale di carriera, Federica è l'intensità che dura. Nella finale della staffetta 4X200 stile libero con oro alle azzurre, tutto il senso di Federica: non per il tempo personale (1'56"50 contro il 1'53"64 della svedese Sarah Sjoestroem, poi argento). Ultima in acqua, come al solito, la Pellegrini deve recuperare cinque secondi a Stina Gardel, sembra impossibile, c'è quasi mezza vasca in mezzo, invece Fede fa la Pellegrini. Negli ultimi cinquanta metri avanza, sembra non bastare, ma continua, bracciata dopo bracciata progredisce fino a superare l'avversaria all'ultimo metro.
"Mi dicevo: speriamo che basti, speriamo che basti". Basta. Le sue unghie davanti, il suo show. I pugni sul cuore.

La campionessa Diva, e non solo per tutti i suoi adorati accessori. Per lei seconda medaglia a Berlino, dopo il bronzo nella 4X100. E non è ancora arrivato il suo vero momento. Oggi le semifinali dei 200 stile, quarto tempo in batteria (alto 1''59''14), la migliore l'ungherese Hosszu (1''57'05), assente la svedese Sjoestroem. Ma si sa che quando si tuffa, Federica racconta sempre storie. Ha 26 anni (compiuti ad agosto), poche settimane fa la 17enne americana Katie Ledecky le ha strappato il record del mondo nei 400 metri stile libero, che le apparteneva dai mondiali di Roma 2009. "Dispiace, anche se era chiaro che Katie ci sarebbe riuscita, stava andando molto veloce. Ma io sono qui". E se ne accorgono tutti. Quando entra in piscina, la giungla dei fotografi si infittisce. Quando esce, lascia la scia. I suoi amori, i suoi dolori, le piccole cose della sua vita diventato epica.

"L'ultima chiacchiera è sul mio matrimonio con Filippo Magnini, ma ci sono abituata a queste cose, sono dieci anni che secondo gli altri mi devo sposare. State sereni, fino a Rio 2016 al centro della mia vita c'è il nuoto". Ai Giochi di Atene 2004 aveva 16 anni, lo sguardo perso, i brufoli: vinse l'argento nei 200 stile libero, quattro anni dopo l'oro a Pechino. Quattro titoli mondiali (e 2 argenti e un bronzo), a Londra 2012 un naufragio (due quinti posti) da cui la scelta di un anno semi sabbatico (solo dorso). Ai mondiali di Barcellona 2013 l'argento inaspettato nei 200. "Sono qui per fare bene. Mi sono allenata dando tutta me stessa, senza risparmiarmi, senza sconti. E' la prima competizione per la quale ho lavorato davvero dopo le Olimpiadi". Sotto la guida di quel vichingo (francese) di Philippe Lucas e del preparatore atletico Matteo Giunta. "Non ho perso motivazioni, l'acqua è ancora la mia vita. Sì, Camille Muffat ha smesso. Mi ha sorpresa visto che stava facendo buoni risultati. Io invece rimango". Come un tatuaggio: i pugni sul cuore. Il cuore di Fede, il cuore del nuoto.

(fonte:repubblica)

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