Sei Nazioni, Francia troppo forte: l'Italia non può nulla

Dopo la sconfitta dello scorso anno, 'vendetta' transalpina sugli azzurri, che pagano un inizio ripresa disastroso. Finisce 30-10, tardiva la reazione degli uomini di Brunel che conquistano una meta con Iannone


PARIGI - Dopo il roastbeef inglese, i macaroni: la Francia vince ancora e si vendica battendo un'Italrugby (10-30) che paga carissimo un black out di dieci minuti all'inizio della seconda ripresa e un clamoroso errore di Allan nel primo tempo: se la giovane apertura azzurra avesse centrato i pali, portando in vantaggio i compagni, la partita avrebbe potuto avere un'altra storia. Tre mete a uno, una buona prova dei nuovi entrati (Furno, De Marchi), una difesa altalenante e un punteggio pesante. Con la Scozia all'Olimpico tra due settimane sarà vietato sbagliare.

Una buona partenza. I primi dieci minuti sono un calvario d'errori, tra palloni incredibilmente persi da Parisse e ciabattate dalla piazzola di Doussain. Gli azzurri entrano per la prima volta nella metà campo avversaria dopo 12' minuti e per un paio di metri appena, è una punizione che però Garcia calcia troppo corto. Al 18' l'Italia vince una delicatissima mischia a cinque metri dalla propria aria di meta su introduzione francese, e un'altra due minuti più tardi. In mezzo c'è stata un'impressionante percussione di Bastareaud su Campagnaro, ma la difesa ha tenuto bene con Furno protagonista.

Allan, che errore! La Francia sblocca il risultato dopo 26 minuti con una punizione di Doussain per un fallo di Castrogiovanni, Allan risponde subito dopo nello stesso modo grazie a una bruciante penetrazione di De Marchi. Gli avanti transalpini soffrono terribilmente in mischia ordinata, da una ripartenza su calcio6nazioni_9febbraio
indiretto nascono i presupposti per altri tre punti ma il giovane fallisce in maniera misteriosa. Sembra la svolta del match, perché una lunga fuga di Dulin si chiude con una punizione tra i pali di Doussain che replica poco prima della fine del primo tempo.

Il calvario della ripresa. La ripresa si apre con Picamoles che esce da un raggruppamento come un babbo che gioca coi suoi piccoli: ne allontana un paio a manate e poi schiaccia in meta. Quindi è Fofana che scappa da una ruck, complice Iannone, e va via anche ad un morbido McLean. Doussain trasforma entrambe le marcature e la partita pare già chiusa.

Suicidio Bergamasco. Un assurdo passaggio di Bergamasco viene intercettato da Fofana che innesca Huget, poi è Bonneval a segnare la terza meta in una manciata di minuti, l'Italia precipita (3-30) e manca ancora mezz'ora alla fine. Gli azzurri però provano a riorganizzarsi e mettono radici nell'area francese. Sfiorano una meritata meta in più occasioni, mostrano i denti agli avversari che vogliono vendicarsi con gli interessi della sconfitta dell'anno scorso. Espulsi Rizzo e Slimani, cartellino giallo a Vahaamahina.

Una sconfitta che brucia. Lo Stade de France intona la Marsigliese ma la Banda Brunel non si impressiona più di tanto. Continua a macinare gioco però all'ultimo momento manca sempre di concretezza. Spinge fino all'ultimo e la meta di Iannone, pescato con un lob da Botes è un premio meritato. Anche se la sconfitta di oggi brucia da morire.
(fonte:repubblica)

Psicologia dello sport