Serie A - Mazzarri, dal Sassuolo in poi basta alibi

Contro la Juventus si è vista la solita versione zoppicante dell'Inter: dalla prossima partita il tecnico avrà le alternative per invertire la rotta di un 2014 caratterizzato da quattro sconfitte (Coppa Italia compresa), due pareggi e due gol segnati

La sconfitta contro la Juventus, seppur indigesta per rivalità e tradizione, era preventivabile alla vigilia. L’Inter di oggi, squadra in costruzione, ha meritatamente perso contro la prima della classe, corazzata capace di rifilare tre gol in casa anche alle rivali Scudetto. Fin qui tutto nella norma, il problema per i nerazzurri è che la débacle, al di là del risultato, ha smascherato i soliti limiti tecnici e un’inferiorità disarmante, almeno fino al 3-0. Da dove deve ripartire Mazzarri?

HERNANES E GUARIN – Innanzitutto dal mercato di gennaio. Il trasferimento last minute di Hernanes ha impedito l’impiego del primo grande acquisto dell’era Thohir a Torino. A cominciare dal match interno con il Sassuolo, il Profeta dovrà diventare il punto fermo del centrocampo, per la sua qualità, indispensabile a un reparto che ne ha decisamente bisogno, e per la duttilità tattica. Un altro passo sarà recuperare Guarin: le recenti vicende di mercato hanno messo ai margini il colombiano, la cui presenza allo Stadium sarebbe probabilmente servita. Se per Vucinic è stato più semplice tornare a disposizione (ieri è sceso in campo e ha sfiorato il gol), è molto più complicato ricucire lo strappo con l’ex Porto. Complicato ma indispensabile perché disperdere un patrimonio simile, tecnico ed economico (ha già subito una pesante svalutazione), sarebbe gravissimo.

I NUOVI ARRIVATI E IL CORAGGIO – Mazzarri deve osare di più puntando sui nuovi arrivati. Palacio è vittima dell’isolamento e ha smarrito la via del gol: il sacrificio e la corsa ne stanno condizionando il rendimento sotto porta, gli ultimi errori, dalla partita con la Lazio in poi, ne sono la riprova. La riscossa, oltre che da Hernanes e Guarin, deve iniziare anche da Botta e D’Ambrosio. Il tecnico di San Vincenzo deve avere il coraggio di cambiare e di lasciare in panchina chi non si è dimostrato all’altezza nonostante le numerose chances a disposizione. Senza dimenticare chi era partito abbastanza bene a inizio stagione per poi palesare le solite carenze tecniche delle precedenti annate. Mazzarri ha dichiarato che “ha dovuto fare la squadra condizionato dal mercato, non potendo schierare alcuni giocatori”. La frecciatina alla società è partita, ma d’ora in poi sono finiti gli alibi.

I NUMERI CON CONTE – Anche le statistiche sono inclementi se si considera la sfida nella sfida con Conte: negli “head to head” il tecnico toscano ha perso quattro volte in carriera con l’allenatore leccese e per tre volte ha pareggiato. Le uniche due vittorie di Mazzarri risalgono alla finale di Coppa Italia 2011-2012 e prima ancora, nella stagione 2009-2010, a un match che costò caro al rivale: il Napoli vinse 2-0 a Bergamo contro l’Atalanta e Conte fu esonerato. Ora, però, si sta prendendo tante vendette "ritardate".
(fonte:http://it.eurosport.yahoo.com)

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