Obiettivi ed autoefficacia nello sport e nella vita

Matteo Simone

“Quando ti dai obiettivi troppo elevati e non sei in grado di raggiungerli, il tuo entusiasmo si trasforma in amarezza. Cerca una meta più ragionevole e poi gradualmente sorpassala. È il solo modo per arrivare in vetta.”
(Emil Zatopek)

E’ necessario innanzitutto formulare obiettivi:
-    a BREVE TERMINE, fissare un determinato risultato da raggiungere entro uno o due mesi;
-    a MEDIO TERMINE, periodo di 6 mesi, deve essere il risultato di una serie di obiettivi a breve termine;
-  a LUNGO TERMINE, può essere fissato in un periodo di un anno e comprende la pianificazione di un'intera stagione.

Un esempio di obiettivo a lungo termine lo dichiara, ad un’intervista, Roberto Rugo, responsabile del settore giovanile della Scaligera basket targata Tezenis: “Qual è il vostro obiettivo a lungo termine? Sicuramente non quello di primeggiare in città, né quello di ottenere risultati di squadra. L’obiettivo è di costruire giocatori per le categorie senior: dalla Legadue ai campionati regionali. La problematica maggiore oggi è che i ragazzi che escono dalle giovanili, non sono pronti per le categorie senior: sia come impegno, che come approccio mentale. (1)

I PRINCIPI DEL GOAL SETTING
Obiettivi difficili conducono a prestazioni migliori rispetto a obiettivi facili, le persone adattano lo sforzo alle difficoltà della meta da raggiungere e perseverano maggiormente nei compiti difficili.
Fabrizio Macchi: “Non esiste una vera e propria ricetta per diventare campioni, ma esistono delle capacità che ognuno di noi possiede che concorrono per diventare campioni, bisogna trovarle. Ecco questo è il segreto: trovare dentro di noi la giusta strada, le giuste motivazioni per perseguire un obiettivo che ci porti ad essere campioni nella nostra vita. Nel mio caso la malattia ha avuto un ruolo fondamentale per trovare in me le motivazioni per riemergere e trovare la strada per costruirmi una seconda vita. Le doti sportive non te le regala nessuno. La mente poi fa la differenza. La mente la puoi allenare lavorando con tenacia e voglia di arrivare sempre più  lontano, mettendosi in discussione permigliorare ogni nano secondo. La forza dell’uomo sta proprio li nel perseverare l’obiettivo fino in fondo. Le cose che rendono importanti la nostra vita sono amore, rispetto e dedizione, cosi si riesce ad essere orgogliosi di noi stessi realizzando i propri sogni”. (1)
Obiettivi specifici conducono a prestazioni migliori rispetto a obiettivi vaghi del tipo “fai del tuo meglio” o alla mancanza di obiettivi, un obiettivo specifico confronta la persona con standard di prestazione predefiniti e quindi inequivocabili.
La definizione degli obiettivi
-    Definire l’obiettivo in modo chiaro e preciso,oObiettivi specifici  (e misurabili) sono più efficaci nel dirigere l’azione.
-    Definire obiettivi significativi, importanti per l’atleta, Devono  costituire una sfida per l’atleta.
-    Progettare come raggiungere l’obiettivo, Insieme all’allenatore stabilire un preciso programma di lavoro, graduale e funzionale allo scopo.
-    Fornire una valutazione dell’obiettivo, al termine, con l’allenatore,  valutare la prova e assegnarle un voto.

«Se immaginate ripetutamente e coscienziosamente di raggiungere un obiettivo, le vostre possibilità reali di successo aumenteranno notevolmente» (Arnold Lazarus)

La pratica di darsi obiettivi

Fai un programma dei tuoi prossimi obiettivi, cosa vuoi raggiungere in ordine prioritario e temporale?  E come? Cosa sei disposto a fare, a rinunciare, a sacrificare? Cosa devi evitare o devi fare per raggiungere i tuoi obiettivi? Qual è il costo? Ne vale la pena? (2)

“Ho cercato, sin da piccolo, di vedermi in campo l’ultima domenica di Wimbledon giocare la finale, per me è sempre stato l’obiettivo numero uno.”  (Djokovic ) (3)
Solo con una chiara e dettagliata idea di quelli che sono i tuoi propri obiettivi la mente riesce ad organizzare  comportamenti in funzione del raggiungimento dell’obiettivo stesso.

Il paesaggio degli obiettivi (4)
L’obiettivo e la “progettazione” fanno parte del vivere nel tempo dell’essere umano, che si muove sulla linea passato-presente-futuro. E che guarda a un futuro, di cui non esiste ancora nessuna certezza, da un presente pieno di disegni possibili.
Prima che un progetto acquisti contorni determinati prima che un volere qualcosa si trasformi in un fare qualcosa esso si muove dentro di noi come possibilità, come un sogno da realizzare, come un desiderio, una spinta. E‟ il desiderio di un “oggetto” assente a dare origine al movimento e a stimolare la prefigurazione di risorse e mezzi volta a ottenere la sua realizzazione. …l‟obiettivo permette un orientamento dell‟azione, che si organizza logicamente intorno a qualcosa e l‟azione stessa si determina come intenzione (un diri-gersi verso), decisione (ciò che si vuole) e realizzazione (obiettivo già raggiunto).
Le persone con un’alta autoefficacia
-    Percepiscono le difficoltà come occasioni per mettersi alla  prova (sfide)
-    Hanno alti livelli di aspirazione
-    Si impegnano a fondo, sono più energiche e perseveranti
-    Considerano il proprio stato di attivazione emotiva come qualcosa che facilita l’azione dando energia
-    Non si perdono in ruminazioni e ripensamenti
-    Si focalizzano sulla soluzione dei problemi
-    Si riprendono facilmente dagli insuccessi
-    Cercano di rimediare più che giustificare i propri insuccessi
-    Hanno bassi livelli di stress
Le persone con una bassa autoefficacia
-    Tendono a sottostimare potenzialità ed opportunità
-    Tendono a evitare compiti impegnativi
-    Esagerano le difficoltà ed esasperano le avversità,  predisponendosi al fallimento
-    Sono vulnerabili alle frustrazioni e allo stress
-    attribuiscono alle loro scarse capacità la mancanza di risultati
-    sono facile preda dello stress e della depressione

Le fonti dell’autoefficacia

ESPERIENZA DIRETTA
di successo, affrontare con successo situazioni di crescente difficoltà è la via più proficua per acquisire un forte senso di efficacia. I successi determinano una solida fiducia nella propria efficacia personale.
ESPERIENZA VICARIA (modelli di riferimento), l’osservazione di modelli o di qualcuno di pari capacità che realizza ottime prestazioni, vedere persone simili a sé che raggiungono i propri obiettivi incrementa nell’osservatore la convinzione di possedere anch’egli le capacità necessarie a riuscire in situazioni analoghe.
PERSUASIONE VERBALE, l’ esortazione da parte una persona (soggettivamente rilevante)  di possedere le capacità per raggiungere gli obiettivi e superare le difficoltà. Incoraggiare l’atleta a cimentarsi nelle sfide/obiettivi.
GESTIONE STATI EMOTIVI, saper riconoscere gli stati emotivi in grado di attenuare le reazioni di stress e di tensione. Migliorare la consapevolezza dei propri stati emotivi che possono compromettere la prestazione

(1)    Sportdipiù, Anno 5 - N. 21 Gennaio/Febbraio 2013, pag. 56.
(2)    Simone M.: Psicologia dello sport e non solo, Aracne, Roma, 2011.
(3)    Corriere sport stadio 2.7.2011.
(4)    CANTARO F., GUASTALLA G., Il segreto della PNL, Sonda, 2009, p. 109.

Matteo Simone

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