Giocare d’anticipo nella gara di corsa di 100 km

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta

 

La 100 km inizia con il decidere di fare tale impresa, con il credere di poterci riuscire, con il documentarsi su tali competizioni, con lo stilare un programma di mas­sima che possa permettere di concludere tale gara, con il consultare diversi personaggi che hanno compiuto tale impresa, con il rivolgersi ad un tecnico.

La 100 km non finisce all’arrivo ma con l’assicurarsi di essere integri all’arrivo e nei giorni successivi.

Nella preparazione della 100 km non bisogna trala­sciare nessun dettaglio, è opportuno ascoltare i suggeri­menti di coloro che hanno già sperimentato tale evento sia per ciò che concerne la gara che per quello che ri­guarda la preparazione.

Durante la preparazione è consigliabile svolgere le sedute di allenamento della durata prevista nel proprio programma di allenamento, così come è importante cercare di partecipare ad alcune gare di lunga distanza quali le 50-60 km.

È importante avvicinarsi alla gara continuando ad ascoltare i consigli di coloro che ci sono già passati, per quanto riguarda, per esempio, la giusta alimentazione nel periodo precedente la gara o il saggio recupero pregara.

Importante è anche sapere a cosa si può andare in­contro e come prevenire ciò, per esempio disidratazio­ne, ipotermia, ecc..

Durante la gara di 100 km è importante seguire un approccio volto all’attenzione, all’autoconsapevolezza, all’ascolto interno.Questo approccio permette di giocare d’anticipo. Essere attenti ai minimi segnali, essere consapevoli di quello che ti sta succedendo, ascoltare le proprie sensa­zioni, permette di correre subito ai ripari, di aggiustare il tiro, di prevenire il peggio.

In una gara lunga 100 km, la cui durata massima prevista è di venti ore è importante valutare attentamen­te se la propria andatura, in quanto se è un po’ più ve­loce di quella di cui ci si può permettere potrebbe com­promettere l’esito della gara. Importante è l’attenzione all’abbigliamento più adatto in modo da non rischiare, per esempio, un’eventuale ipotermia. Importante è pre­vedere l’uso della torcia adeguata se si prevede di correre nelle ore notturne o comunque per tratti bui.

Per tutti questi motivi, quindi, è consigliabile giocare d’anticipo, dunque non sottovalutare il minimo detta­glio, perfino l’eventualità di rischiare di non trovare la propria borsa con il cambio al punto previsto.

La gara inizia quando si considera di voler e poter raggiungere un certo obiettivo.

Considerato che l’obiettivo è fattibile si passa all’a­zione e cioè si stila un programma di massima che ti possa permettere di raggiungere l’obiettivo stabilito.

È importantante anche stabilire degli obiettivi inter­medi che, per quanto riguarda il percorrere una com­petizione di 100 km, potrebbero essere partecipazioni a maratone e ultramaratone ed allenamenti prolungati di diverse ore.

Diventano importanti non gli obiettivi intermedi ma quello finale.

È importante anche il periodo precedente la gran­de meta nel quale si focalizza il più possibile l’obiettivo stabilito mettendo da parte eventuali distrazioni o altri fattori che potrebbero comprometterne la riuscita. (1)

 

(1)      Simone M., O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Edizioni ARAS, Fano, 2013, PP. 125-127.

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